Incontro Tamara Bizzarro in occasione del mercatino del circo allestito durante il Salieri Circus Award a Legnago. Scambiamo qualche pensiero e subito mi colpisce la sua sincerità e la sua schiettezza (non fa mistero delle sue perplessità su alcuni articoli pubblicati dalla nostra testata) ma mi colpisce ancora di più la sua correttezza, cortesia e il voler capire il perché di alcune scelte. Ci accomuna il circo: per me una passionaccia che mi porta in giro per mezza Europa, per lei è tutta una vita, fatta di soddisfazioni, ma anche di tanto lavoro e sacrifici. Le chiedo la disponibilità per un’intervista e subito acconsente. Ne esce questa bella chiacchierata dove, anche partendo da posizioni a volte distanti, traspare grande stima e rispetto reciproco. Chapeau.

Tra poco sarete a Brescia con il vostro circo. Ci puoi anticipare qualcosa sullo spettacolo?

Lo spettacolo di quest’anno è improntato come sempre sul circo tradizionale con animali, che sono il nostro punto di forza, non a caso si chiama Circo Madagascar. Tradizione ed innovazione perché sarà uno spettacolo moderno, dinamico e veloce con nuove coreografie; moltissimi artisti giovani con numeri che raramente si trovano in altri spettacoli circensi. Su tutti spiccano un giovanissimo ragazzo di 11 anni con un numero di palo in movimento, gli equilibrismi di Nicole e Kimberly Martini e uno tra i migliori numeri di trapezio in circolazione: i Flying Sergio.

Sono stati anni difficili ma ora si riparte. Come sta reagendo il pubblico?

Dopo la prima pandemia era ripartito bene e dopo la seconda ancora meglio, perchè la gente aveva voglia di divertirsi e partecipare ad eventi. Il circo è andato benissimo in estate, un lieve calo in inverno ma ultimamente il pubblico ha ripreso ad essere numerosissimo. Il pubblico reagisce bene sia al circo tradizionale con gli animali che a quello contemporaneo e innovativo che sta seguendo una linea senza animali.

Mi racconti quando è stata la tua prima volta in pista e che numero hai fatto? Cosa ti ricordi di quel momento?

La mia prima volta in pista… avevo 4 o forse 5 anni e nel nostro circo era presente un numero di partita di calcio con i cani ed io facevo l’arbitro; ma il mio primo vero numero è stato con un gruppo di pony quando avevo 8 anni. I cavalli sono sempre stati la mia grande passione. Lavorare con i cavalli è sempre stato il mio sogno, quindi ero contentissima ed emozionatissima. Quando si entra in pista c’è sempre un pizzico di emozione, questo fa parte del nostro lavoro.

Quali sono stati i tuoi maestri e quali i tuoi modelli?

Ho avuto la grande fortuna di avere come maestro, quando era ancora con il circo della mia famiglia (quando la Famiglia Bizzarro era proprietaria del circo Città di Roma) Gruss con un numero di tigri e Billy Smart che è stato con me sei anni; loro sono stati i miei insegnanti per quanto riguarda il lavoro in libertà che è una tra le mie discipline preferite.

Come sta oggi il circo in Italia anche rispetto al resto d’Europa? Quali sono i problemi più difficili da superare?

Per noi uno dei problemi maggiori è la legge che è stata app