Teatro nelle Foglie torna a giocare sulla sottile linea che sta tra circo, teatro e immaginazione. Lo fa con la sua ultima produzione “Interno Notte”, uno spettacolo che sembra nascere proprio nel punto in cui la realtà smette di essere visibile e comincia, invece, a essere onirica ed impalpabile.

Interno notte non è solo un luogo fisico: è una condizione, uno spazio mentale nel quale le coordinate abituali vengono meno e lo spettatore è costretto a cambiare il proprio modo di guardare. Qui il circo non arriva per mostrare semplicemente ciò che sa fare, ma per costruire un’atmosfera, suggerire, evocare. Ogni aspetto è curato nei minimi dettagli, partendo proprio dall’ingresso degli spettatori nello chapiteau. Si entra accompagnati in piccoli gruppi, si incontrano personaggi e ad ognuno viene dato un cuscino da un improbabile clown. Da quando si mette piede sotto la tenda di Teatro nelle foglie si entra in mondo a parte in cui ci si resterà, fisicamente e mentalmente, fino al termine dello spettacolo.
C’è un circo che cerca l’applauso e un circo che cerca invece l’emozione. Interno Notte appartiene decisamente alla seconda categoria. Non ci sono gesti tecnici eclatanti, numeri che lasciano senza fiato o virtuosismi incredibili. Le corde emotive che Interno Notte va a pizzicare sono altre: sono quelle della poesia, dalla paura, dell’inquietudine, del divertimento e della liberazione finale. Il gesto tecnico diventa funzionale allo spettacolo così come i trucchi magie nouvelle. La magia non è presentata con rulli di tamburi e bacchetta magica ma sta in un libro che si sposta da solo per fuggire sotto il letto o di un cuscino che prende vita… e poco importa se si intravedono i fili, l’universo circense a cui fa riferimento è un altro.

Quando le luci si spengono, ciò che rimane non è soltanto il ricordo di un numero acrobatico, di un gesto o di una figura sospesa nello spazio. Rimane soprattutto la sensazione di essere stati, per un tempo breve ma reale, dentro un altro mondo. Un mondo fatto di corpi, silenzi, oggetti, ombre, incubi ricorrenti, piccole fragilità quotidiane. Un mondo nel quale il circo torna a fare una delle cose che gli riescono meglio: meravigliare senza necessariamente spiegare perché.
Lo chapiteau di Teatro nelle Foglie rimarrà a Brescia, in occasione de “La Strada Festival” fino a domenica 13 settembre. Info, costi ed orari sul sito www.claps.lombardia.it











