Nits de Circ 2026: il grande circo torna a illuminare le notti della Catalogna

Avatar Simone Cimino

C’è un modo di vivere il circo che appartiene alla magia delle sere d’estate, quando la pista si apre sotto il cielo e lo spettacolo sembra fondersi con il paesaggio. È questa l’identità più riconoscibile di Nits de Circ, il progetto ideato da Genís Matabosch che anche nel 2026 porterà in Catalogna alcune tra le migliori espressioni del circo internazionale.

Dal 12 al 29 agosto 2026, Nits de Circ tornerà infatti a trasformare alcuni luoghi simbolici della provincia di Girona in scenari privilegiati per il grande spettacolo dal vivo. Dopo Besalú e Roses, sedi ormai consolidate della manifestazione, l’edizione 2026 segnerà anche l’arrivo a Palamós e Sant Joan, ampliando ulteriormente il percorso di un progetto che negli ultimi anni ha saputo costruire una propria identità forte e immediatamente riconoscibile.

La formula è semplice solo in apparenza: un circo senza tendone, ma con pista, gradinate, orchestra e una selezione di artisti internazionali pensata per restituire al pubblico il fascino più puro dello spettacolo circense. Una produzione concepita per i tramonti e le notti estive, capace di unire qualità artistica, eleganza scenica e contatto diretto con luoghi di grande suggestione. 

Il programma 2026 annuncia 29 artisti provenienti da 10 Paesi, impegnati in 8 attrazioni accompagnate dalla musica dal vivo della Paris Circus Orchestra. Una scelta che conferma la volontà di mantenere alto il livello della proposta, puntando su numeri capaci di rappresentare diverse scuole, tradizioni e sensibilità del circo contemporaneo. 

Tra i protagonisti annunciati figurano il Duo Kriko dall’Ungheria con le cinture aeree, il Duo Soma dall’Argentina con gli equilibri alle pertiche, i Flying Caballero dal Messico e dagli Stati Uniti con il trapezio volante, Argendance con la precisione delle boleadoras, il portoghese César Dias con la comicità gestuale, l’italiano Devid Di Lello Magic & Co. con grandi illusioni, Stefan Dvorak dall’Austria con l’equilibrio sui cilindri e il giocoliere cileno Chris Aguirre

Il calendario prenderà il via nei Jardins del Molí di Besalú, dal 12 al 15 agosto, per poi proseguire nella Ciutadella di Roses dal 18 al 23 agosto. La conclusione sarà affidata alla nuova tappa di Palamós e Sant Joan, in programma dal 26 al 29 agosto, confermando la crescita territoriale di una manifestazione sempre più radicata nel panorama culturale catalano. 

Particolarmente significativa è proprio l’apertura a Palamós, dove Nits de Circ arriverà per la prima volta nel 2026 portando lo spettacolo in Plaça Josep Sarquella. Una scelta che rafforza il legame tra circo di qualità, turismo culturale e valorizzazione dei territori, trasformando la manifestazione in un’esperienza diffusa e non limitata a un unico spazio scenico. 

Nits de Circ non è soltanto una rassegna estiva, ma un modello produttivo preciso: selezionare grandi artisti internazionali, inserirli in una cornice elegante e accessibile, e proporre al pubblico un circo capace di parlare a famiglie, appassionati e spettatori occasionali. Un circo popolare nel senso più alto del termine, che non rinuncia alla qualità tecnica e alla raffinatezza della messa in scena.

In un momento storico in cui molte produzioni cercano nuove forme per avvicinare il pubblico alle arti circensi, Nits de Circ conferma la forza di una formula apparentemente antica eppure modernissima: la pista, l’orchestra, gli artisti e il cielo aperto. Pochi elementi, ma essenziali, per ricordare che il circo sa ancora creare meraviglia quando trova il giusto equilibrio tra tradizione, visione e cura dello spettacolo.

Per questo l’edizione 2026 si annuncia come uno degli appuntamenti più interessanti dell’estate circense europea: non solo per il valore del cast, ma per la capacità di trasformare ogni serata in un’esperienza immersiva, elegante e profondamente legata alla bellezza dei luoghi che la ospitano.

Nits de Circ 2026 sarà quindi ancora una volta il circo di qualità sotto le stelle: un invito a lasciarsi sorprendere, nelle notti d’agosto, da una pista che continua a parlare il linguaggio universale della meraviglia.