Dal 22 al 25 ottobre, quattro giorni di competizione, ricerca artistica e contaminazioni con le urban arts. In scena giovani talenti provenienti da diversi Paesi, tra virtuosismo tecnico, narrazione e nuove visioni del circo contemporaneo.
Un festival europeo per guardare oltre la propria bolla
WIESBADEN – Il circo europeo delle nuove generazioni si dà appuntamento a Wiesbaden per l’European Youth Circus 2026, in programma dal 22 al 25 ottobre nell’area del Dernsches Gelände. Al centro di questa edizione c’è il tema Out of the bubble, un invito a uscire dalla propria zona di comfort, incontrare prospettive differenti e costruire occasioni di confronto attraverso il linguaggio delle arti performative.
La manifestazione unisce le discipline circensi alle urban arts, mettendo in dialogo tecniche, linguaggi e sensibilità diverse. L’obiettivo è valorizzare il talento dei giovani artisti e promuovere curiosità, rispetto e apertura verso ciò che si trova al di fuori del proprio ambiente.
Nato nel 1998, l’European Youth Circus è diventato un appuntamento di riferimento per il circo giovanile. Secondo il programma ufficiale, dalla sua fondazione ha accolto quasi 100.000 spettatori.

Due competizioni, molteplici linguaggi circensi
Il programma artistico si articola in due competizioni, ciascuna con appuntamenti distribuiti tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre. In scena giovani interpreti provenienti da diversi Paesi europei, con numeri che attraversano le principali discipline del circo contemporaneo.
La Competizione A presenta, tra le altre specialità, equilibrismo sulle mani, sospensione capillare, ruota Cyr, tessuti e cinghie aeree, giocoleria, monociclo, bascula e clownerie. Tra gli artisti citati nel programma figurano la tedesca Merle Luttropp, con il suo lavoro di equilibrismo sulle mani; lo svizzero Martin Roduner, impegnato nella giocoleria; e i finlandesi Inka Pyykkönen e Joel Kontturi, che portano in scena un numero alla bascula. È presente anche il trio ucraino composto da Anna e Sofiia Morhulets e Yaroslava Kravchuk, con un lavoro di acrobatica di gruppo.
La Competizione B amplia ulteriormente il ventaglio delle discipline con cerchio aereo, trapezio, filo teso, tessuti aerei, bascula e altalena russa, laccio e frusta, diabolo. Tra i nomi segnalati ci sono l’ucraino Illia Molotkov, specializzato nell’equilibrismo sulle mani; le svizzere Alice Nyfeler e Irene Tortora, al cerchio aereo; gli ungheresi The Highflyers, alla bascula; e lo svizzero Jano Schorno, con il diabolo.
Il programma mette così in evidenza una scena internazionale in cui la preparazione tecnica si accompagna alla ricerca di una cifra espressiva personale.
La tecnica diventa racconto
Accanto alla difficoltà dei numeri, emerge il desiderio di costruire una relazione con il pubblico attraverso immagini, emozioni e narrazione.
La tedesca Carla Rousavy, ventenne, si esibisce alle cinghie aeree. Il suo percorso artistico si confronta con temi come il superamento dei limiti, il coraggio, la scoperta di sé e la speranza. La connessione tra artista e attrezzo è invece al centro del lavoro di Marlene Ziechmann, ventunenne tedesca che utilizza la ruota Cyr come elemento di un dialogo fisico, tra movimento, danza e racconto.
Anche il numero alla bascula di Inka Pyykkönen e Joel Kontturi si sviluppa attraverso elementi comici e teatrali, dimostrando come una disciplina fortemente acrobatica possa trasformarsi in una vera e propria narrazione scenica.
Nella giocoleria, il giovane svizzero Martin Roduner affronta il tema del lasciar andare, mentre l’ucraino Markian Strotsiak rappresenta un’altra delle presenze internazionali inserite nel programma.
Percorsi diversi, una stessa passione
Le storie degli artisti raccontano percorsi di formazione differenti, accomunati dalla pratica costante e dalla ricerca di un’identità scenica.
Merle Luttropp ha iniziato a interessarsi all’equilibrismo sulle mani a quattordici anni, dopo aver visto un’esibizione che l’ha colpita. Da autodidatta ha sviluppato le proprie capacità, entrando successivamente anche nel contesto di Feuerwerk der Turnkunst.
Martin Roduner, quattordicenne, ha invece incontrato la giocoleria attraverso la scuola di circo, proseguendo poi con lo studio individuale e il lavoro con Andreas Manz. Il suo percorso è collegato anche alle esperienze con Circus Monti e Compagnia Due.
Storie differenti, che restituiscono il valore del circo come pratica artistica fondata su allenamento, disciplina, sperimentazione e confronto.
Oltre i confini del circo tradizionale
Il tema Out of the bubble trova espressione anche nell’apertura alle urban arts e nella volontà di mettere in relazione differenti forme di creatività. L’incontro tra discipline circensi e linguaggi urbani diventa parte di una riflessione più ampia su come gli artisti possano superare i confini dei propri ambiti e sperimentare nuove modalità di espressione.
In questo contesto, l’European Youth Circus non è soltanto una competizione, ma anche uno spazio d’incontro per giovani interpreti, pubblico e professionisti, dove la varietà delle tecniche diventa occasione di dialogo.
Una giuria di bambini e ragazzi
Tra le iniziative del festival torna, per la seconda volta, la giuria composta da bambini e ragazzi. I partecipanti vengono selezionati tramite sorteggio e assistono a tutti i numeri in programma prima di confrontarsi e deliberare.
La giuria assegna un premio di 1.000 euro, che viene consegnato durante la gala dei vincitori. L’esperienza è pensata anche come percorso educativo: i giovani giurati possono approfondire la conoscenza delle arti circensi, imparare a osservare le performance e sviluppare capacità di confronto e discussione costruttiva.
Le galas e gli appuntamenti collaterali
Il festival culmina con le galas dei vincitori, in calendario sabato 24 ottobre alle 19 e domenica 25 ottobre alle 15. Gli appuntamenti riuniscono alcuni dei protagonisti della manifestazione e celebrano i risultati del percorso artistico.
Domenica 25 ottobre, alle 11, è inoltre previsto il servizio religioso ecumenico gratuito Between Heaven and Earth, con la partecipazione di rappresentanti delle comunità religiose, della Evangelische Singakademie, di artisti dell’European Youth Circus e di Neuer Zirkus e.V.
Il programma si estende anche al cinema, grazie alla collaborazione con la Caligari FilmBühne e il DFF – Deutsches Filminstitut & Filmmuseum. Tra le proposte figura un documentario dedicato alla compagnia Gravity & Other Myths, che segue il percorso del gruppo, la vita in tournée e il lavoro su produzioni come THE PULSE, BACKBONE e TEN THOUSAND HOURS. Sono inoltre previsti film muti realizzati tra il 1896 e il 1928, dedicati al circo e alle fiere.
Accessibilità e partecipazione
L’organizzazione segnala misure di accessibilità che comprendono spettacoli con audiodescrizione, visite tattili e interpretariato in lingua dei segni tedesca. Le informazioni specifiche sono disponibili sul sito ufficiale del festival.
L’attenzione all’accessibilità si inserisce nella volontà di rendere la manifestazione fruibile da un pubblico ampio e di favorire una partecipazione il più possibile inclusiva.
Il circo giovane come spazio di incontro
L’European Youth Circus 2026 presenta a Wiesbaden una fotografia della nuova generazione circense europea: artisti che coltivano abilità tecniche complesse, ma che cercano anche modi personali per raccontare storie, costruire relazioni e dialogare con altre forme artistiche.
Il tema Out of the bubble diventa così una chiave di lettura dell’intera manifestazione: uscire dai propri confini, incontrare altre esperienze e riconoscere nella diversità un’opportunità di crescita. È in questo spazio di confronto che il circo continua a rinnovare il proprio linguaggio.











