Perù: il Festival Mundial de Circo 2026 incorona i suoi vincitori

Avatar Redazione

Si è conclusa a Lima, in Perù, la seconda edizione del Festival Mundial de Circo Lima-Perú, manifestazione che conferma la crescente centralità dell’America Latina nel panorama internazionale dello spettacolo dal vivo. L’evento ha consolidato il ruolo della capitale peruviana come luogo di incontro per artisti, produttori, operatori e spettatori uniti dalla passione per l’arte circense universale.

Il festival, promosso dal patron Ricardo Flores, noto impresario e produttore circense peruviano, non si è presentato come una semplice rassegna, ma come una vera celebrazione del meglio che il circo mondiale ha portato in pista in Perù nel corso dell’anno. Una visione che punta a fare di Lima non solo una sede di spettacolo, ma un nuovo punto di riferimento per il dialogo circense internazionale.

A guidare la Giuria Tecnica Internazionale è stato Fabio Montico, Presidente del Festival Internazionale del Circo d’Italia, chiamato a Lima nel ruolo di Presidente della giuria. Accanto a lui hanno preso parte ai lavori Fernando Zevallos per il Perù, Tito Gaona per il Messico, Aldo Vazquez per gli Stati Uniti, Louisa Raluy per la Spagna, María José Pinto per l’Argentina, Odette Bouglione per la Francia, Katya Arata-Quiroga per i Paesi Bassi, Renato Fuentes per il Messico e Frederico Reder per il Brasile.

La presenza di Montico, unico italiano in giuria, rappresenta un segnale significativo del riconoscimento internazionale raggiunto dal Festival Internazionale del Circo d’Italia, che continua a consolidare la propria posizione tra le principali manifestazioni mondiali dedicate all’arte circense. Il suo ruolo a Lima conferma anche il crescente dialogo tra il Festival di Latina e le nuove piattaforme circensi dell’America Latina.

Il palmarès

Il massimo riconoscimento, il Premio Circo de Oro, è stato assegnato a Lujan Gomez dall’Argentina per il numero di tele aeree.

Il Premio Circo de Plata è andato alla troupe Los Rodriguez dalla Colombia per il doppio filo teso e ad Anastasiiadall’Ucraina per il cerchio aereo.

Il Premio Circo de Bronce ha premiato il Duo Delirium da Venezuela e Uruguay per le fasce aereePaolo Parada dal Cile per la giocoleria di rimbalzo e i Sánchez Brothers dal Perù per il pendolo.

Il palmarès restituisce l’immagine di un festival capace di riunire discipline molto diverse tra loro: dalle specialità aeree all’equilibrismo, dalla giocoleria tecnica ai numeri di grande forza scenica. Una varietà che conferma la vocazione internazionale della manifestazione e il peso sempre più rilevante del circo latinoamericano nella costruzione delle nuove geografie dello spettacolo dal vivo.

Particolarmente significativo è stato anche il legame costruito tra il festival peruviano e le future attività italiane. Nel corso della serata finale, Fabio Montico ha consegnato due inviti ad artisti in gara: la piccola Anastasiia, invitata a Latina in occasione della quinta edizione dell’Italian Circus Talent Festival, e Lujan Gomez, attesa nel 2027 all’International Circus Festival of Italy.

Intervistato dalla televisione locale, Fabio Montico ha sintetizzato con una frase il valore più profondo dell’arte circense: «Il Circo non è un film! Qui non è possibile cancellare e ricominciare: il Circo è realtà!». Una dichiarazione che restituisce la natura viva e irripetibile dello spettacolo circense, fondato sul rischio, sulla presenza scenica e sulla relazione diretta con il pubblico.

La seconda edizione del Festival Mundial de Circo Lima-Perú si chiude così con un messaggio chiaro: l’America Latina sta assumendo un ruolo sempre più importante nella rete internazionale del circo. Lima, in particolare, si candida a diventare una delle capitali emergenti di questo movimento, capace di unire spettacolo, competizione, relazioni professionali e valorizzazione delle nuove generazioni artistiche.

Il circo, ancora una volta, si conferma un ponte tra popoli e culture: una lingua comune che supera confini geografici, politici e religiosi, e che proprio in contesti come quello peruviano trova nuova energia per raccontare il presente e immaginare il futuro dello spettacolo dal vivo.