Il 19° Festival Internacional de Circo de Albacete archivia la fase competitiva confermando la propria impronta internazionale e il ruolo del Teatro Circo come fulcro di una manifestazione ormai riconoscibile nel calendario europeo. Prima dell’avvio della serata conclusiva, il presidente della Diputación e del Consorcio Cultural Albacete Santi Cabañero ha spostato l’attenzione oltre i premi, richiamando la dimensione culturale e inclusiva dell’evento.

A definire l’identità di Albacete è anche la sede: qui non si entra in un tendone, ma in un teatro circo. E questa differenza si sente. La distanza, l’acustica, la luce e la “messa in scena” di uno spazio teatrale spostano la percezione del numero: la pista resta centrale, ma l’occhio è portato a leggere dettagli, ritmo e costruzione con un’ottica diversa rispetto al classico chapiteau.
Il nodo della competizione resta il “Gala Don Quijote”, la serata che concentra i riconoscimenti e, attraverso il palmarès, restituisce una mappa dei linguaggi premiati in questa edizione.
La familia Álvarez: continuità in prima linea
Questa edizione conferma anche la centralità della direzione artistica di Antonio Álvarez, figura chiave nella costruzione dell’identità del festival. CircusNews lo ha incontrato ad Albacete per un’intervista dedicata al lavoro dietro le quinte e alla visione che guida il progetto: di seguito il video integrale.
La familia Álvarez richiama la continuità di un progetto costruito nel tempo, fatto di visione e cura quotidiana. La direzione artistica di Antonio Álvarez resta un punto di riferimento nella definizione dell’identità del festival: una guida riconoscibile, capace di tenere insieme programmazione, ritmo e coerenza complessiva. Accanto a lui, quest’anno emerge con particolare evidenza anche il lavoro dietro le quinte: Melany Álvarez ha curato per la prima volta la regia dello spettacolo, coordinando tempi, entrate e transizioni — un ruolo decisivo, spesso invisibile al pubblico, che dà forma al ritmo dei gala e alla fluidità dell’esperienza in sala.
Conferme e novità: cosa racconta il palmarès
Il palmarès indica una traiettoria chiara: forte presenza delle discipline aeree, ritorno del verticalismo come terreno di confronto tecnico, spazio alla giocoleria e un segnale anche per la comicità, che continua a far parte della grammatica festivaliera.

Il Cirquijote de Oro va a Kateryna Kornieva (Ucraina) con il pole aereo. I Cirquijote de Plata premiano il Dúo Polishchuk (Ucraina) con le cinghie aeree e Cai Yong (Cina) con un numero di verticalismo. Nei Cirquijote de Bronceentrano Hilary (Taiwan) al diabolo, il Dúo Turkeev (Ucraina) ancora alle cinghie aeree, e David Yemishian (Ucraina) con la giocoleria con i cerchi.
Sul fronte dei premi speciali del pubblico, il riconoscimento “Linda Baker” come miglior artista va ad Alyona Pavlova(Germania) con cerchio aereo, mentre il Cirquijote al miglior numero viene assegnato al Dúo Turkeev (Ucraina), per le cinghie aeree.
Premio speciale CircusNews.it: la comicità al centro
Dentro la serata conclusiva, CircusNews ha voluto aggiungere un segno editoriale: il Premio speciale CircusNews.it è stato assegnato ai comici Dúo JeKo e consegnato da Simone Cimino. Un passaggio che, dentro un palmarès dominato da aerea, verticalismo e giocoleria, rimette in evidenza un dato semplice: la comicità non è una pausa tra i numeri, ma un linguaggio con regole proprie — tempi, ascolto della sala, costruzione.

La competizione si chiude con il “Gala Don Quijote”, ma il festival prosegue con dodici serate dedicate alle “Gala de las Estrellas” fino al 22 febbraio, portando in scena una selezione dei numeri più rappresentativi di questa edizione.











