Brighton Dome – UK
Artistic Direction Bruno Gagnon
Director Olivier Normand
Scenic Design Marie-Renée Bourget Harvey
Lighting Design Caroline Ross
Costumes Erica Schmitz
Music Ben Nesrallah
Blizzard ( bufera di neve), è una delle sei produzioni all’attivo di Flip Fabrique, compagnia canadese fondata nel 2011.
Le produzioni di Flip Fabrique hanno in comune una declinazione poetica e narrativa dell’ acrobatica, la scenografia e la musica sono parti fondamentali della costruzione dello spettacolo; Blizzard non è da meno e già dal titolo sappiamo cosa aspettarci.

Le luci si accendono su un bollettino meteo radio che allerta la sala: il meteo peggiorà, prevista una bufera di neve (considerate le temperature a Brighton il 28 dicembre, sembrava abbastanza realistico! ): inizia a snodarsi sul palco uno spettacolo poetico e a tratti bizzarro, con folate di vento e palle di neve (vere, o quantomeno lo sembravano!), giochi di luce e buio, che ricreano la dicotomia dell’inverno: le danze aeree in duo , accompagnate da musiche sublimi, ci ricordano la necessità del contatto e del calore umano nel gelo delle notti più lunghe dell’anno, dispongono l’animo a farsi trasportare “in alto”… dove il clima si fa estremo e in un lampo diventa tormenta.

La poesia viene repentinamente riportata alla goliardia dalla compagnia di “ragazzacci” che si riversa sul palco con maglioni di lana, sciarpe e piumini, preparandosi all’uscita in un ideale cortile innevato: palle di neve, dispetti, cadute, clownerie, giocoleria.. il divertimento prende forma , fino al prossimo bollettino meteo che ivita a mettersi al riparo: la giocosità dell’inverno lascia spazio al terrore della bufera che ci tiene intrappolati dentro, aspettando che tutto finisca; stupenda la scena di giocoleria dentro un parallelepipedo in plexiglass dentro cui – prima uno, poi due giocolieri, iniziano lanciare palline bianche in una pazza geometria di rimbalzi e giochi di luce: grande impatto scenografico (nonostante diverse falle nel numero).

A tessere il racconto tra l’euforia e il fremito, il pianista, seduto al suo pianoforte con “effetti speciali” , trascinato per il palco ad ogni cambio di scena: musiche descrittive rigorosamente dal vivo, dal classico ragtime alla sperimentazione elettronica, accompagnano le “folate” emotive in cui i sette acrobati ci coinvolgono, facendo da caposaldo dell’intera narrazione.
Il racconto raggiunge il suo climax nella costruzione di un numero su trampolino elastico che ricorda capitomboli sulla mormida neve ad alta quota: la “scatola” di plexiglass adesso è una struttura vacante su cui arrampicarsi e da cui lanciarsi , nella “morbidezza” di un trampolino che sbuffa neve finta ad ogni tuffo. Divertente e poetico, magnetizza lo sguardo e tiene col fiato sospeso, fino a quando l’ultimo balzo non si risolve con l’atterraggio degli acrobati a qualche metro dalle tavole del palco.

Complessivamente un bello spettacolo, la serata ha avuto diverse pecche tecniche, con una torre umana fallita tre volte e diversi numeri di giocoleria imperfetti, dovuti probabilmente alla forma di uno dei performer, evidendemente in sofferenza durante alcuni esercizi.
Prossime tappe di Blizzard, in USA da Febbraio a Marzo 2026.
Photo Sébastien Durocher











