Camminare sul filo in mezzo alla strada per festeggiare con la gente
 
TORINO – Si respira aria di possibilità. Uno: perché è un luogo pieno di ragazzi, e nemmeno più tanto, dai 18 ai 30 anni che non accennano a nessuna lamentela sull’improbabilità di costruirsi un futuro seguendo una passione. Due: tutti ammettono, e pensano non sia possibile fare altrimenti, che lavorano duro talmente tanto in palestra e nelle sale degli attrezzi da poter pensare poco ad altro. E tre: c’è nell’aria il mix rassicurante fra la fatica, il senso del voler dare al pubblico uno stato emotivo e il divertimento di un vissuto collettivo.  

Ecco, questa l’atmosfera ieri dentro e fuori la Società di Ginnastica in via Magenta 11, dove la Scuola di Circo Flic ha festeggiato con una tre giorni il suo decennale, richiamando «a casa» 200 ex allievi da più parti d’Italia e d’Europa.  

Una no stop dal primo pomeriggio a sera, cominciata davanti all’ingresso con la performance della parigina Justine Bernachon, leggera e possente nel danzare sul trapezio fisso in uno scollato abito da sera: «Per noi fare circo contemporaneo è imparare, dare e ricevere» dice alla fine, accogliendo con il sorriso gli applausi di bambini e adulti.  

La regia conduce in palestra, davanti a una danza quasi tribale e di iniziazione prodotta dall’intero gruppo in movimento sul ritmo delle percussioni. Si apre il programma degli spettacoli in contemporanea che accompagnano verso il numero serale del funambolo Andrea Loreni, oggi fra i più noti in Italia, dieci anni fa alle selezioni della scuola con un repertorio di teatro di strada davanti al direttore, Matteo Lo Prete, che dal mondo della ginnastica artistica scommetteva sul «nuovo circo». Ha visto giusto, i «suoi» ragazzi vanno via e quasi sempre ritornano. E oggi dalle 16 alle 23 saranno i protagonisti di un palco ideale montato lungo via Lagrange. 

TIZIANA PLATZER