Quando si dice “nato nel circo”, non lo si dice tanto per dire. Flavio Togni – storico domatore e firma delle grandi famiglie circensi mondiali – ha visto la luce proprio sotto il tendone il 14 giugno del 1960 a Pescia, perché il circo teneva spettacolo in quella città. Flavio ha appena festeggiato mezzo secolo di circo con il suo spettacolo viaggiante che ha ben tre piste per triplicare la meraviglia di un’arte antica. Ad ammirare il suo American Circus sono accorsi, negli anni, personaggi come Gina Lollobrigida e Vittorio Gassman, il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e Andrea Bocelli. Ma alcuni dei ricordi dei primi anni di lavoro di Flavio sotto lo chapiteau sono legati proprio a Salerno: “Io ho cominciato a 5 anni, quando tra i tanti lavori del circo scelsi gli animali. Nonno Ferdinando mi insegnò a cavalcare. Il debutto ufficiale a 14 anni. Ma i primi numeri – spiega il celebre domatore – li ho fatti intorno a 8-9 anni ed in quel tempo venivamo spesso a Salerno”. Nello sfogliare l’album della lunga storia della famiglia circense, ci sono pagine importanti legate al nostro territorio: “Era il 1968 e il circo poteva piantare le sue tende nel cuore di Salerno, in piazza della Concordia, praticamente sul lungomare. Inoltre, cosa eccezionale, giungemmo in città per due anni di seguito. Frequentai quindi per un po’ le scuole elementari a Salerno e mi feci molti amici tra i coetanei che venivano a trovarmi durante i miei spettacoli”. Nei pochi momenti liberi c’era persino il tempo per una breve fuga sul molo, a passare un’oretta di svago: “Andavamo a pescare sugli scogli lì vicino, sul porto. Dopo lo studio, i lunghi allenamenti e gli spettacoli, per me era un vero divertimento gettare l’amo nell’acqua e chiacchierare con i miei amici salernitani”. Ma a Salerno è legato un altro importante evento del Circo Togni, un evento davvero storico: “Nel febbraio del 1988, prima di ritirarsi in Spagna con i suoi leoni – prosegue Flavio Togni – il grande Pablo Noel diede a Salerno la festa di addio al circo. Una data storica, un mare di gente per quell’ultimo spettacolo di un grande della storia del circo. Oggi ha 91 anni e le foto di quel giorno salernitano sono nella sua casa spagnola”. Flavio, che è stato allievo di Domingo Ferreiras Guintas (portoghese, maestro di equitazione) ci parla della sua ammirazione per l’antica razza di cavalli salernitani: “I cavalli Persano. Me ne parlava mio nonno, mentre mio zio che lavorava presso il Centro di incremento ippico di Santa Maria Capua Vetere mi ha sempre decantato la virtù e l’eleganza di questo cavallo amato dai reali borbonici e purtroppo ormai raro”. Quando si lavoro sotto il tendone, nel giorno libero si approfitta per apprezzare le bellezze di un territorio: “come la vostra splendida costiera amalfitana: “Ho un cognato che aveva un celebre ristorante a Positano. Comunque ho sempre fatto delle grandiose mangiate di pesce in costiera e quando sono da quelle parti non perdo l’occasione per fermarmi a cena”. Ama a tal punto i borghi a picco sul mare che ammette: “No. n penso che mi fermerò tanto presto, continuerò a girare ancora a lungo con il circo, ma un giorno lontano mi piacerebbe una casetta ad Amalfi, per guardare il mare ogni mattina”. L’American Circus manca da quattordici anni in città: “Ricordo che venimmo qui quando l’Italia introdusse l’euro. 2001 se la memoria non mi inganna. Piantammo lo chapiteau dinanzi allo stadio Arechi, dove ora sorge il nuovo porto turistico. Volevamo portare i cavalli ad allenare sulla sabbia, ma c’erano gli scogli e non se ne fece nulla”. Il porto di Salerno è invece strategico per gli imbarchi, quando l’intera carovana circense (tutti gli automezzi in colonna superano il chilometro di lunghezza) deve mettersi in viaggio per grandi spostamenti all’estero. In una foto degli archivi, che pubblichiamo, si vedono i tre tendoni montati sulle banchine di Den Haag , in Olanda, con partenza in cargo proprio da Salerno. Un pubblico caloroso, quello salernitano: “Non lo dico tanto per dire – prosegue Flavio – oltre ai cari ricordi di cui abbiamo parlato, possa affermare senza ombra di dubbio che è una città che ama davvero il circo, ci sono tanti estimatori ed appassionati. Le famiglie accorrono sempre numerose”. Un apprezzamento non da poco per chi è abituato a girare il mondo. Tra i tanti riconoscimenti conquistati, Flavio è l’unico circense a poter vantare tre Clown d’Argento al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo, praticamente l’oscar del circo. I 3 trofei nel Principato sono arrivati: nel1976, nel 1983 e nel 1998 vince il suo terzo clown d’Argento al 22 Festival International Du Cirque a Monte Carlo, incantando la platea con due numeri sensazionali: il primo composto da 16 cavalli arabi il secondo con 8 elefanti indiani. Proprio l’incontro di cavalli ed elefanti in un unico numero rappresenterà un suo pezzo forte. È la tournée americana del 1990 – con il Circo Barnum & Bailey – che ha consacrato Flavio Togni come stella del circo mondiale, con oltre 500 interviste ed uno storico reportage del New York Times. Nella Grande Mela lo hanno omaggiato addirittura con il menu “Flavio Togni” in uno dei maggiori ristoranti di Manhattan. Ma nel primo giorno libero a Salerno lo aspetta un piatto di spaghetti ai frutti di mare da gustare con la famiglia.