«Siamo sotto choc». Ogni tanto non riesce a trattenere le lacrime Francesca Rossi, la titolare del Circo Karoli che da avantieri si è attendato nella città di Olbia e che per oggi ha fissato i primi due spettacoli. Senza animali. sì, perché qualche giorno fa a Sassari un blitz del Corpo forestale e dei volontari della Lav glieli ha sequestrati quasi tutti per presunti maltrattamenti, su disposizione della Procura di Tempio. «Ci hanno portato via due mucche scozzesi Highlander – spiega la figlia, Desiree Caroli – due dromedari, una zebra e uno zebroide (un incrocio con un asino)».

Nella grande roulotte–casa della famiglia Caroli (Ermes e la moglie Francesca, con i figlie che gestiscono l’attività, Desiree e Adam) c’è un’aria da funerale. Lunghi secondi di silenzio, occhi che tradiscono rabbia e dolore. Si fa fatica a trovare le parole giuste dopo la mazzata dovuta al sequestro. Un’operazione, quella denominata “Arca di Noè”, che mette in serio pericolo l’attività dei circensi. Ma emerge un dolore autentico per l’allontanamento, per certi versi traumatico, di animali che sono sì selvatici, ma che – spiega la nipote Cheyenne – sono nati e sono sempre vissuti con noi, fanno parte della famiglia, gli vogliamo bene. Vederli portare via in quel modo ci ha fatto male». E gli addestramenti? Solo carezze? «Certe tecniche sono vecchie di 50-60 anni fa – rispondono –, oggi gli animali sono rispettati». Desiree mostra un filmino registrato con lo smartphone sul sequestro dei dromedari e sui metodi non esattamente delicati che sarebbero stati utilizzati per convincere i poveri animali a salire sui mezzi che li dovevano condurre nel Centro di recupero della fauna esotica di Semproniano, nel Grossetano. «Dicono che noi procuriamo stress agli animali, e questo cosa è?» si chiede Francesca Rossi. «Stress per l’operazione di spostamento sui mezzi, quelli sì angusti, adibiti al trasporto – dice Desiree – stress per le ore di viaggio sino al porto di Olbia, per la lunga attesa dell’imbarco, quindi per le ore di viaggio nella nave. E poi ancora per arrivare in un posto che non conoscono, senza le persone amiche. Ma dicono che siamo noi a maltrattare. Eppure – e mostrano i referti – in tutte le Asl sarde sinora abbiamo avuto pareri veterinari positivi sullo stato degli animali».

E fanno vedere le foto scattate durante le giornate in attesa degli spettacoli: «Guardate, vi sembrano animali in cattivo stato? Sono tranquilli, in recinti ampi. Guardi, qui c’è l’elefantessa Bimba che sta giocando con mia figlia – dice Desiree –. Perché noi insegniamo il rispetto. Agli animali teniamo più che a noi». E raccontano di un ambiente plagiato dagli animalisti, tanto che a volte la gente per strada li offende e i figli dei circensi a scuola vengono umiliati dai compagni e chiamati “torturatori”. «Capiamo che molti non sino d’accordo sull’uso di animali nei circhi – dice Desiree – ma non accettiamo che si parli di maltrattamenti». Mai pensato di cambiare, di fare un circo di soli acrobati e pagliacci? «Il circo è nato e morirà con gli animali» risponde con orgoglio Sasha. Ma oggi lo spettacolo sarà senza di loro. Francesca: «Pensa che gli olbiesi verranno lo stesso a vederci?»