La zebra è un mammifero famoso per le sue strisce bianco-nere che ricoprono il proprio corpo. La struttura del corpo è quasi simile a quello degli asini e cavalli.

La propria struttura fisica è adatta sia alla corsa sia alla resistenza.
Per quanto riguarda i denti, i loro incisivi sono molto affilati e quindi li aiutano a tranciare l’erba.

La disposizione delle strisce bianche e nere è unica per ogni zebra, per permetterne la propria iidentificazione, come se fosse una sorta di impronta digitale.
Le strisce hanno le seguenti utilità:

  • mimetizzazione: che permette di confondere la sagoma dell’animale.
  • illusione: perché i contorni sono discontinui e confonde il predatore a compiere errori  nel calcolare il salto da compiere.
  • identificazione: perché permette di riconoscere le altre zebre
  • protezione: il mantello funge da “repellente” contro mosche e parassiti.

Le orecchie delle zebre sono grandi, allo scopo di udire ogni minimo rumore.
La lunghezza del corpo varia tra i 2,2 e i 2,5 metri mentre il peso varia all’incirca dai 175 ai 385 kg.

Esse amano le zone con molta erba e soprattutto le zone dove vi è molta acqua.
Il loro combattimento avviene con morsi sul collo e grandi colpi con gli zoccoli.

La zebra non sopporta avere pesi sulla groppa.
La vista non è molto svilippata, quindi molto spesso la zebra si aggrega a gruppi di giraffe o struzzi.
La durata della vita è in media di 28 anni.

La gestazione di una zebra dura circa dodici mesi.
Una curiosità davvero interessante, è nel fatto che, soltanto dopo 15 minuti dalla nascita di una zebra, essa è già in grado di camminare.
Nel luglio del 2013 in un vivaio a Firenze, c’è stato un raro e particolare incrocio fra un maschio di zebra ed una femmina di asino, ed è nato uno “Zonkey” (letteralmente un incrocio tra zebra ed asino), dal nome Ippo.

Pubblichiamo la foto della zebra del circo Miranda Orfei.
In aggiunta, abbiamo inserito anche tre foto:

  1. La prima fa riferimento allo “Zonkey”.
  2. La seconda fa riferimento ad uno scontro tra zebre
  3. La terza fa riferimento ad un gesto d’affetto tra zebre