NON SONO bastate le polemiche, la mobilitazione (rivelatasi alla fine inutile) e l’indignazione internazionale per il caso di Marius, il cucciolo di giraffa ucciso e smembrato davanti ai visitatori (tra cui molti bambini) il 9 febbraio. Adesso, dopo neppure due mesi, lo zoo di Copenaghen l’ha fatto di nuovo: ha scelto di uccidere altri animali che non erano malati. Senza essere animalisti, c’è veramente da indignarsi.
Lettera firmata, Milano

QUESTA VOLTA è toccato a un’intera famiglia di leoni, due leoni «anziani» con i loro cuccioli. Una «eutanasia» che, secondo i responsabili dello zoo danese, si è resa necessaria per evitare che i cuccioli fossero divorati da un altro leone maschio appena arrivato nello zoo. Insomma: per far posto all’ultimo branco un «nuovo, assurdo animalicidio». Più che uno zoo, la struttura sembra essere diventato un mattatoio, un luogo di morte degli animali oltre che di cattività. E la prossima volta a chi toccherà? Naturalmente, come dimostra l’ondata di indignazione provocata dalla morte della giraffa, l’opinione pubblica internazionale non crede a giustificazioni infondate e pretestuose, e non è più disposta a tollerare simili gesti violenti, crudeli ed inutili ai danni di altri esseri viventi. Ma – ci domandiamo – basterà?

 

laura.fasano@ilgiorno.net