Nella stanza-studio parigina, al primo piano con lucernario in rue Daguerre, il 28enne Alexander Calder, sul tavolo di lavoro costruito da sé, cominciò a realizzare animaletti in legno e fil di ferro che si muovevano, logica conseguenza del suo amore per animali e giocattoli. Era il 1926. L’artista statunitense (mancato nel 1976), tra i più acclamati sulla scena internazionale, colse lo spirito del suo tempo facendo di movimento e colore gli elementi centrali delle sue sculture.

Che cambiarono radicalmente i principi di staticità dell’arte plastica. Una selezione di 36 immagini originali scattate da Ugo Mulas, tra 1963 e 1964, alle opere giovanili di Calder – conservate al Whitney Museum di New York – è esposta nella mostra “Ugo Mulas. Circus Calder”, da venerdì 31 presso Merano Arte – Edificio Cassa di Risparmio. Dei tanti rapporti che il fotografo lombardo intrattenne con grandi artisti, da Warhol a Marcel Duchamp, forse quello con “Sandy”, così lo chiamavano i suoi amici, fu tra i più profondi e duraturi. I due si conobbero nel 1962 a Spoleto, dove Mulas era stato invitato a ritrarre gli autori presenti a una collettiva in occasione del Festival dei Due Mondi.

Testimone della vita artistica milanese degli anni ‘50 fino ai primi ‘70, della Biennale di Venezia, dell’arte americana, dell’espressionismo astratto e della pop art, “Mulas è stato molto più che un ritrattista: un ricercatore che ha saputo addentrarsi nel processo di elaborazione dell’opera, spiegare il gesto creativo, proprio diventando artista egli stesso, sottraendo la fotografia al suo destino di pura e semplice documentazione del reale”, sostiene Valerio Dehò, curatore della rassegna. Scrisse infatti Mulas nel 1973: “….al fotografo il compito di individuare una sua realtà, alla macchina quella di registrarla nella sua totalità”.

Ecco gli scatti del Circo, formato da piccole sculture, figure umane, cavalli, leoni, colombe ammaestrate, elefanti… c’è anche il wild west per celebrare il mito di Buffalo Bill, ideatore nel 1883 di un celebre spettacolo che girò il mondo fino agli inizi del ‘900. E ancora, il lanciatore di coltelli, una danzatrice del ventre, il direttore del circo, un mangiatore di spade … costruiti con filo metallico, spago, gomma, stracci e altri oggetti di recupero, tutti contenuti in valigie, utilizzati e messi in scena da Calder per dar vita a piccoli spettacoli improvvisati.

Questi personaggi abitano una scena poverissima: elementi di legno ne delimitano il perimetro chiuso da due piccoli stracci di stoffa. Se l’indole e gli studi d’ingegneria meccanica influirono sulla sua ricerca artistica, lo scultore nel rigore e nel calcolo fuse l’ironico piacere del gioco. Liberate dalla gravità, le sculturine leggere formano un universo magico e onirico, rappresentato con simpatia e complice sorpresa negli scatti in bianco e nero.

L’esposizione è organizzata in collaborazione con l’Archivio Ugo Mulas di Milano. “Ugo Mulas. Circus Calder” Merano Arte – Kunst Meran – Edificio Cassa di Risparmio – Via Portici, 163 – Merano (BZ) 31 gennaio – 18 maggio 2014