Bologna, 25 gennaio 2014 – ‘Venghino signori’, il circo di Mosca è pronto a tornare in scena, finalmente al completo. Il suo capannone rosso fa capolino dalla tangenziale già da qualche giorno: ci rimarrà fino a domani e promette spettacolo, ora che anche le tigri sono tornate e le polemiche con il Comune si sono spente. È di qualche giorno fa l’annuncio di Larry Rossante, direttore artistico e presentatore dello spettacolo, quarta generazione di circensi: «Il Tar ci ha dato ragione, l’ordinanza comunale del 2009 che vietava l’uso di animali esotici è sospesa, e Palazzo d’Accursio dovrà pagare 2.000 euro di spese processuali». Per nulla felici gli animalisti, che mercoledì scorso hanno manifestato davanti all’ingresso. Allegrissimi, invece, i bambini. Che fin dalle quattro arrivano saltellanti insieme ai genitori e non vedono l’ora di entrare.

Mentre la fila alla biglietteria scorre, l’impresario del Circo di Mosca, Tommaso Di Giminiani (dieci anni di attività con questa sua creatura e la licenza a usare il celebre nome ottenuta, per meriti sul campo, direttamente in Russia), ci accompagna dietro le quinte. Dove artisti, giocolieri e bestie si preparano all’ingresso in scena. Sessanta persone al lavoro, divise in otto grandi famiglie circensi, ognuna di loro con i propri animali: 130 in tutto. Si va da quelli tradizionali (gufi ammaestrati, gatti ballerini e il maiale che si crede un cavallo) ai più esotici: elefanti, tigri, leoni, cammelli, canguri e chi più ne ha, più ne metta. C’è Ivette De Rocchi già pronta con la sua schiera di cavalli. Il suo sarà con sorpresa il momento più magico: gli animali si muovono in fila, ballano coordinati, camminano su due zampe e si inchinano al termine della performance, ripagati da zuccherini e carezze di Ivette. Agli spettacoli con gli animali, come in ogni circo che si rispetti, si alternano quelli di pura acrobazia.

Desirée sui trampoli, il sempiterno clown a coinvolgere il pubblico durante gli intermezzi, e lo spettacolo aereo di Sandy, arrampicatrice di tessuti e le coreografie del suo corpo di ballo. Glil ‘Ohhh’, più grandi? Sono arrivati, ovviamente dai più piccini, quando un pappagallo ha preso a volare rasente sulle loro teste o quando, dopo l’intervallo (durante il quale il pubblico può visitare lo zoo degli animali), i due giganteschi elefanti, Bamby e Baby, si sono accomodati sul consueto sgabellino. C’è spazio ancora per le emozioni più forti: il leone e le tigri, ammaestrate eppure capaci di sempre di farci trattenere il fiato, quando le domatrici le abbracciano o giocano con i loro denti aguzzi. Non c’è la giraffa, temporaneamente assente: «Oggi è dal veterinario per un controllo di routine», spiega Di Giminiani. Ma tornerà nei prossimi quattro spettacoli: alle 17 e 21,15 di oggi e alle 15,30 e 18 di domani. Oppure l’anno prossimo: «Da Bologna non si può mancare. Quando arrivammo, nel 2003, erano anni che un circo con animali non metteva piede in città. Per questo la nostra presenza è subito diventata immancabile».