Il trasferimento delle tigri di Pinerolo, dove la scorsa settimana il custode dei felini è stato ucciso da un grande maschio, è stata una operazione emblematica dei nostri tempi che prevede grande dispiegamento di mezzi quando ci sono media importanti, cioè la Televisione. 

Al Safari Park di Pombia sono arrivati una femmina e i suoi cuccioloni, tutti narcotizzati e trasportati in robuste gabbie da una ditta specializzata. Personalmente sono stato colpito dalla parata di auto e di personale del Corpo Forestale dello Stato: almeno una decina di agenti hanno scortato il trasporto presenziando poi alle operazioni di scarico e sistemazione degli animali, probabilmente per garantire la sicurezza dei presenti. Colpivano, in particolare, due agenti che impugnavano la mitraglietta, nel caso della impossibile fuga di una tigre sanguinaria.  

In effetti cameramen e giornalisti speravano segretamente in un incidente simile, confidando di non essere tra gli sbranati, ma di poter testimoniare l’efferatezza della situazione. Sono stati delusi. Gli animali, frastornati dal narcotico e dalla folla armata di telecamere, non hanno dato troppo spettacolo, rifugiandosi subito nei loro nuovi recinti, fra timidi ruggiti. 

Me ne sono andato con una domanda: ma se questa situazione ha richiesto due agenti con mitragliette, assieme ad altri comunque armati di pistole e con carabine e anestetico pronte all’uso, ebbene la carovana del circo Togni -per fare un esempio- sarà scortata da autoblindo? 

Umberto Bocca – lastampa.it