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La vita di una contorsionista: intervista a Sandy Giannuzzi
di DavideVedovelli in ARTISTI il 8 Ottobre 2021

Io ed il collega Armando Talas, dopo aver visto lo spettacolo del Circo Rolando Orfei in quel di Bergamo, siamo rimasti colpiti dal talento della contorsionista Sandy Giannuzzi e, incuriositi da questa straordinaria ed antichissima arte, abbiamo deciso di fare qualche domanda per conoscere meglio questa disciplina.

Buona lettura.

 

1. Partiamo dall'inizio. A che età è in base a cosa un'artista può decidere di intraprendere la carriera di contorsionista? Esiste una predisposizione fisica o con l'allenamento tutti possono diventarlo? Che tipo di percorso si deve intraprendere?

Come tutte le discipline che richiedono una preparazione fisica, è sempre meglio iniziare sin da piccoli, sicuramente c'è chi è più portato e chi meno(per esempio se si soffre di mal di schiena sicuramente è una disciplina sconsigliata), però sono sicura che con tanto allenamento si possono raggiungere dei buoni risultati anche da grandi, per intraprendere un percorso del genere, sicuramente bisogna armarsi di tanta pazienza e di tanto tempo, perché è un lavoro che richiede un allenamento costante e che non si può abbandonare e riprendere a piacimento, in più se si inizia da grandi i progressi sono più lenti rispetto, per esempio ad un bimbo di 5/6 anni.

In ogni caso sono del parere che nella vita si può fare tutto, basta volerlo.

 

2. Tu a quanti anni hai cominciato e perché hai scelto questa disciplina?

Io ho iniziato ad allenarmi verso i 6/7 anni, è iniziato come un gioco e poi crescendo mi sono appassionata sempre di più.

 

3. Mi racconti la tua giornata da quando ti svegli al mattino fino al momento in cui entri in pista?

La mia giornata tipo è abbastanza monotona se ci penso, mi alzo faccio colazione i lavori di casa e di solito mi alleno (ora con due spettacoli al giorno gli allenamenti sono venuti meno), quando c'è bisogno, aiuto mia madre a cucinare,e dopo mangiato, è il mio momento relax,leggo, disegno,guardo la TV, oppure se sto creando un nuovo costume cucio, poi circa un'oretta prima dello spettacolo inizio a prepararmi e son pronta per lavorare.

 

4. Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che più ami e quelli invece più faticosi e difficili da sopportare?

Come ogni lavoro ci sono i pro e i contro, e un mestiere difficile, quando c'è vento, quando piove e c'è il fango, e dura lavorare sia con il troppo caldo che con il troppo freddo, quando c'è poca gente e devi metterci il doppio della fatica per farti battere le mani, ma alla fine dei conti i pro vincono sempre, amo questo mestiere perché in qualche strano modo ti fa sentire libero, ti permette di girare il mondo,di conoscere sempre culture ed abitudini differenti, cibi differenti,e quando poi ti ritrovi in un paese diverso, con una lingua diversa, in una pista diversa, ti rendi conto che gli applausi hanno tutti lo stesso suono e tutti trasmettono la stessa energia.

5. Il circo è un mondo a sé, magico e durissimo alle stesso tempo. Come vedi il circo in Italia oggi? Anche confrontandolo con il resto d'Europa.

Credo che in Italia abbiamo un buon livello di spettacoli, ma che il circo di per se sia poco considerato in confronto all'estero, ma sicuramente non abbiamo nulla da invidiare ad altri.

 

6. Qual è il ruolo della donna nel circo? Esistono forme di discriminazione come in altri ambienti o al circo le differenze di genere sono considerate diversamente?

Nel circo non ci sono regole che vietano ad una donna di svolgere il lavoro di un uomo e soprattutto la paga non dipende se sei un uomo o una donna, ma dipende dalle mansioni che svolgi, sicuramente è più facile vedere un uomo smontare lo chapiteau e una donna prendersi cura di costumi e attrezzi di scena, almeno dove ho lavorato io è sempre stato così.

 

7. Mi racconti un momento bello vissuto sotto lo chapiteau e uno che invece vorresti dimenticare?

Non c'è un momento particolare...il bello di questa vita, almeno per me, è che ad ogni debutto c'è sempre quella emozione che di fa tremare le ginocchia.

Sicuramente vorrei cancellare quest'ultimo anno proprio per non averlo potuto vivere sotto lo chapiteau.

 

8. Se tu non avessi fatto la circense cosa avresti fatto?

Amo disegnare, è una passione che cerco di coltivare sin da quando ero piccola,ho aperto anche una pagina su fb ed Instagram con i miei disegni, quindi penso che avrei fatto sicuramente qualcosa in quell'ambito.

Ringraziamo Sandy e vi invitiamo ad andare a vedere la sua esibizione e tutto lo spettacolo del Circo Rolando Orfei a Bergamo fino al 10 ottobre.

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sandy giannuzzicirco rolando orfeicontorsionismointervista

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