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Il circo, l’arte di far divertire anche se non c’è niente da ridere
di SimoneCimino in EVENTI il 13 Novembre 2020

di Nicola Baroni - da La Repubblica Milano

Da oggi e fino al 20 in streaming incontri sullo spettacolo che affascinò anche Fellini

Altro che panem et circenses, espressione che da quel moralista di Giovenale abbiamo preso in prestito per indicare tutto ciò che è demagogico. «Il circo al contrario è un segno di vita, che porta allegria anche nei luoghi e momenti di sofferenza. Basti pensare alla famiglia Togni, che durante e dopo la seconda guerra mondiale montava i propri tendoni nei crateri lasciati dai bombardamenti a Milano», racconta Alessandro Serena, nipote di Moira Orfei e docente alla Statale di Storia dello spettacolo circense, disciplina unica nel suo genere in Italia.

Serena è l’ideatore delle Giornate di studio sull’arte circense organizzate dall’università e dall’associazione Circo e Dintorni, che iniziano oggi (fino a venerdì 20, sulla piattaforma Teams), quest’anno dedicate a Federico Fellini nel centenario della nascita.

Ogni giornata si apre con una lezione del docente: oggi alle 14 parlerà di Fellini e della sua passione per il circo. A seguire la coreografa e regista Giulia Staccioli racconterà lo spettacolo Fellini 1920. «Il legame di Milano col circo è antico — racconta Serena —. I Ciniselli erano una famiglia di cavallerizzi milanesi, che avevano una compagnia e una sede stabile in legno dove ora c’è il Teatro Dal Verme. Erano talmente bravi che migrarono in Russia e fondarono il circo russo. A San Pietroburgo tutt’oggi è attivo il Circo stabile Ciniselli costruito da loro nel 1875». In anni più recenti, a Milano e provincia sono nate diverse scuole, tra le altre: la Piccola Scuola di Circo (che chiude la giornata di oggi con una performance), e il Piccolo Circo dei Sogni fondato a Peschiera Borromeo da Paride Orfei, figlio di Nando, che Fellini volle nei suoi film I Clowns e Amarcord. Paride sarà ospite della tavola rotonda sul circo classico di lunedì 15 in compagnia di Livio Togni, figlio del leggendario Darix.

Una sezione delle Giornate di studi è dedicata ai clown, con ospiti tra gli altri Paolo Nani e David Larible, Clown d’Oro al Festival di Montecarlo e considerato il miglior pagliaccio classico vivente (martedì 17). La fisicità dei clown e la precisione millimetrica degli acrobati, la vita comunitaria di una compagnia e la solitudine del funambolo, la malinconia dei saltimbanchi felliniani e lo sfarzo esuberante di Moira Orfei: «Una delle peculiarità del circo è proprio questa — conclude Serena — riuscire a contenere tantissimi significati simbolici diversi e a volte in contrasto».

Iscrizioni a info@circoedintorni.it o al 3346503872. Per informazioni www.opencircus.it.

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giornate di studioarte circensealessandro serenauniversità di milanofellinicirco e dintorni

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