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Veneziano, la vita in equilibrio su una fune
di SimoneCimino in CIRCHI ITALIANI il 5 Agosto 2018

Da Avellino in giro per il mondo, fino al lago di Garda. Questa è la storia di una famiglia spettacolare.

«Non ho rimpianti, ma se tornassi indietro non lascerei il circo» ha raccontato l’artista, oggi in pensione, Domenico «Mimmo» Veneziano. Una splendida vita in equilibrio su una fine, una famiglia che scelse il lago di Garda, Castelnuovo nello specifico, per fermarsi e creare una famiglia. Oggi la figlia più piccola rende onore a mamma e papà con la sua carriera d’artista.

Un trapeziere al posto del cuore

Da attori di prosa a circensi che hanno lavorato con i nomi più illustri. I Veneziano «hanno un trapeziere al posto del cuore e l’anima in equilibrio sulla fune». Si fermarono a Castelnuovo negli anni novanta. «Se domani dicessi a mia figlia “Vendiamo tutto e torniamo nel circo” sarebbe la donna più felice al mondo» ha raccontato Mimmo parlando di Claudia Venziano la figlia più piccola, nata con il circo nelle vene. Il papà di Mimmo, Calogero Veneziano, apparteneva a un’antica famiglia di artisti di teatro, all’epoca si chiamavano «Attori di prosa».

Dalle origini

Calogero si sposò e nacque Dino Veneziano, scomparso da qualche tempo a causa di un incidente. Calogero perse precocemente la moglie, a causa di una malattia e poco dopo conobbe Ines Stradella nel paesino di Aiello del Sabato, in provincia di Avellino. Dopo l’amore epistolare, Ines scappò con Calogero, si sposarono e nacque Mimmo.

Il legame con gli Orfei

L’attività teatrale calò negli anni cinquanta, Calogero decise di entrare nel circo di Antonio Vinci, un amico di famiglia. «Dopo circa tre anni – ricorda Mimmo –, mio padre mise in piedi un circo tutto nostro, il “Circo Veneziano”. Era un po ’ circo e un po’ teatro. Nel 1961 eravamo in un paesino del napoletano. In città a Napoli c’era il circo di Nando e Liana Orfei. Mio padre ci portò a vedere uno spettacolo e parlò con loro; da lì a poco divenne il direttore tecnico di Nando. Per mio fratello c’era il posto come responsabile della pubblicità; io, che facevo dei piccoli numeri, ero stato preso da Nando come allievo che fece costruire per me gli attrezzi su misura, perché ero ancora bambino. A 16 anni, durante un “mattiné ” delle scuole, a Roma, mi fece debuttare come giocoliere sul filo molle, sul quale avevo imparato a camminare grazie a Hanz Feller un equilibrista tedesco».

L’amore e l’arrivo al lago di Garda

L’amore Mimmo lo trovò nel tendone del circo, quando una troupe cecoslovacca di equilibristi su mono e biciclo trascorse del tempo con gli Orfei. Nella troup c’era Zlatika « Aranka» Valla. Aranka era la donna della sua vita, ma Mimmo non lo sapeva ancora. Lo scoprì qualche anno dopo. Dall’Inghilterra, alla Danimarca, fino in Austria e poi in Italia. Mimmo e Aranka misero le loro radici a Castelnuovo, negli anni novanta, divenendo i primi artisti di Gardaland. Mimmo gestì anche come direttore una parte del parco. Dal loro amore nacquero Claudia e Alessandro Veneziano. Entrambi con l’arte nel sangue, ma profondamente diversi. Alessandro è più «fisso», Claudia sogna di lanciarsi da un trapezio a un altro, perché è proprio vero che «buon sangue non mente».

FONTI
VERONA SETTE GIORNI
TAGS
venezianoarankaavellino

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