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No alla legge eliminazione animali, a rischio lavoratori e 15 mln di fatturato
di SimoneCimino in CRONACA il 7 Novembre 2017

Roma, 7 nov (Prima Pagina News) E’ la volta del pronunciamento della Camera dei Deputati, che col voto sul Ddl n. 4652 (già Ddl 2287-bis nel testo approvato al Senato) chiuderà il cerchio sul Codice dello Spettacolo, approvato in Senato il 20 settembre e in cui grazie all'emendamento 2.800 presentato dalla relatrice senatrice Rosa Maria Di Giorgi del PD, non si parla di eliminazione degli animali dal circo ma di “progressivo superamento” degli spettacoli che coinvolgono gli animali. I senatori hanno approvato la legge con 147 voti a favore, 47 contrari e 23 astenuti. Sono meno di 2000 gli animali presenti, oggi, nei circhi italiani. Studi scientifici - mai presi in considerazione dai politici italiani e dai media - spiegano che l’allontanamento dal circo dell’animale nato in cattività e vissuto a stretto contatto con l’uomo sarebbe disastroso: a rischio il crollo fisico e psicologico dell’animale che in alcuni casi porta anche alla morte. Si vorrebbero con la loro eliminazione anche se progressivamente graduale, “salvare” 1500 animali, in maggioranza non esotici, cioè cavalli e specie considerate domestiche che in Italia vengono impiegati in decine di attività ludiche, sportive, ricreative, e far morire di fame ottomila addetti al settore che trovano nel circo la loro ragione di vita e di sostentamento. I contenuti degli emendamenti “contro gli animali” sono diversificati: si va dal ripristino della “eliminazione” e della “riduzione” entro due, tre, cinque anni, alla sostituzione degli animali con gli artisti umani, implicitamente confermando che gli animali sono artisti del circo. Si prevede un articolo specificatamente destinato al circo ed allo spettacolo viaggiante, ma solo per indicare tempi, procedure per la eliminazione degli animali, il divieto di acquisizione e passaggi di animali da un circo all’altro, con relative norme penali ed ammende amministrative. Questo articolo ad hoc si intitola “disciplina per il riordino delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti” ma in realtà estende i divieti “a tutte le imprese circensi e dello spettacolo”. Il mondo del circo. Se dovesse passare la legge, l’eliminazione degli animali nello svolgimento delle attività circensi porterebbe alla fine della tradizione del circo italiano, che nell’arte della pista fa scuola nel mondo da secoli e primeggia nei festival internazionali del settore, ottenendo i massimi riconoscimenti proprio nelle discipline dell’ammaestramento. Allo spettacolo italiano verrà meno un volume d’affari di 15 milioni di euro l’anno e migliaia di posti di lavoro verranno persi. Tante altre richieste dell’Ente Nazionale Circhi avanzate al Ministro dei Beni culturali on. Dario Franceschini non hanno avuto ancora una risposta. Riguardano, fra i temi più urgenti e decisivi per il settore, anche la mancanza di aree attrezzate comunali e i finanziamenti largamente al di sotto del limite minimo della decenza. Per queste ragioni, il circo italiano non è assolutamente soddisfatto. Continuerà a gridarlo in ogni sede, anche davanti a quella che sta decidendo il futuro della gente del circo e di una forma di spettacolo che il popolo ama profondamente. (primapaginanews.it)

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