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Lo scienziato americano ai politici italiani: la legge sui circhi e' basata su studi manipolati
di DavidColletta in CRONACA il 24 Luglio 2017

Pubblichiamo la lettera aperta che il professor Ted Friend ha inviato ai parlamentari italiani riguardo la legge sugli animali nei circhi, che utilizza una serie di suoi studi i quali, racconta, sono stati manipolati e volutamente misinterpretati

Egregi Onorevoli e Stimabili Dottori,

Scrivo a Voi per renderVi edotti che il sottoscritto è stato contattato da diversi veterinari e scienziati italiani preoccupati per la proposta di legge che riguarda l’abolizione degli animali nei circhi. Il divieto degli animali nei circhi è attualmente un argomento molto controverso di fronte all’opinione pubblica a causa della disinformazione dilagante operata dai gruppi animalisti la quale ha portato persino ad un’interpretazione errata della letteratura scientifica in materia.
Dei veterinari italiani mi hanno riferito che la decisione di vietare gli animali nei circhi è basata sulla documentazione presentata dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) le cui “posizioni ufficiali” ivi riportate(FVE, FNOVI, EUROGROUP4ANIMALS) sono a loro volta basate principalmente sui lavori del Prof. Stephen Harris (nei quali egli ha manipolato i risultati dei MIEI studi per giustificare le proprie tesi) oltre che il parere di parte di altri animalisti.

Indicheremo i seguenti articoli come “i report di Harris”:
– A review of the welfare of wild animals in circuses – Stephen Harris, Graziella Iossa, & Carl D. Soulsbury – 2006, non pubblicato, commissionato da RSPCA.
– Are wild animals suited to a travelling circus life?”- G.Iossa, C.D. Soulsbury and S. Harris (2009) Animal Welfare. 18:129-140.
– The welfare of wild animals in traveling circuses – J. Dorning, S. Harris and H. Pickett (2016), tesi non pubblicata.

Tutte queste relazioni sono molto simili e citano i miei studi numerose volte. La mancanza di obiettività e la presentazione faziosa dei lavori sugli animali dei circhi nei cosiddetti Report di Harris è una vera sventura perché i gruppi animalisti stanno dipingendo questi lavori come uno studio scientifico definitivo sul tema. Ancora più preoccupante è che molti gruppi di veterinari abbiano adottato queste relazioni senza conoscere i loro grossi difetti. Sono amareggiato che pochissime persone abbiano deciso di leggere queste relazioni e le pubblicazioni citate in esse, scoprendo che Harris ha stravolto completamente il significato delle mie scoperte.

Comincerò questa lettera con una breve presentazione del sottoscritto e poi esaminerò alcuni degli elementi più comici dei report di Harris. Se desiderate un’analisi più approfondita di questi lavori sono a Vostra completa disposizione.
Sono uno Scienziato che si occupa di Scienze Animali, Diplomato al College Americano di Scienze Comportamentali Applicate. Si tratta della più alta attestazione possibile nel campo delle Scienze Comportamentali Applicate. Ho condotto studi sul comportamento e sullo stress su numerose specie animali da oltre trent’anni. Sono stato Professore e Membro presso il Dipartimento di Scienze Animali della Texas A & M University per 38 anni, dove ero a capo dell’equipe di scienziati che si occupano di Benessere Animale. Sono andato in pensione due anni fa, dopo una carriera di successo come avvocato degli animali, conducendo una ricerca scientifica oggettiva e applicando la logica di base per aiutare i legislatori e politici a prendere decisioni documentate sulle tematiche concernenti il benessere degli animali.
Nel 1986 l’Animal Protection Institute (con sede a Sacramento, in California e ora si chiama Born Free USA) mi ha nominato Umanitario dell’Anno, perché le mie ricerche hanno documentato i problemi relativi al benessere dei vitelli a carne bianca allevati in gabbie strette. L’industria del vitello degli Stati Uniti ha recentemente annunciato di abbandonare questa tipologia di gabbie. L’API ha riconosciuto anche l’importanza di altre mie ricerche che per loro sono state la chiave per ottenere un’ingiunzione federale contro un programma dell’USDA che richiedeva la marchiatura a fuoco delle vacche da latte sulla mascella. Abbiamo chiaramente dimostrato che la marchiatura a freddo era un’alternativa valida e meno dolorosa.

D’altra parte, le mie ricerche sugli animali del circo sono state prese in causa nel 2014, quando l’API / Born Free è stata una delle numerose associazioni animaliste costrette a risarcire il Ringling Brothers Circus di ben 15,75 milioni di dollari. Un giudice federale statunitense ha trovato le loro accuse sulla detenzione degli elefanti del circo come “futili”, “vessanti”, “infondate e senza logica fin dal principio”. Infatti, la sentenza afferma che il principale testimone delle associazioni animaliste, Tom Rider, sia stato più volte incriminato, infatti è stato “polverizzato” a giudizio incrociato”. La Corte ha constatato che egli era essenzialmente un testimone finanziato dalle associazioni animaliste per affermare il falso … “(Caso 1: 03-cv-02006-EGS Documento 559 Archiviato 12 / 30/09 Pagina 19 di 57)

Nel 2001, il programma di Animal and Plant Health Inspection Service Animal Care del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA APHIS Animal Care, programma di USDA che esegue controlli sul benessere animale in laboratori di ricerca, zoo e circhi) ha finanziato il sottoscritto per condurre una serie di studi sul benessere degli elefanti e dei grandii felini negli spettacoli viaggianti. I miei studi sugli elefanti e sulle tigri hanno portato alla pubblicazione di ben undici articoli scientifici (in allegato, in fondo alla mail). Ho acquistato una roulotte per il progetto, e ho viaggiato insieme a massimo dieci tesisti e ricercatori universitari con otto diversi circhi nell’arco di sei anni, dalla California a New York. La nostra roulotte era di solito parcheggiata proprio davanti agli elefanti o alle tigri per facilitare la raccolta dei dati e per monitorare qualsiasi aspetto concernente il benessere animale.

Ho continuato ad essere attivo in questioni che concernono gli animali esotici, attualmente sono membro del comitato scientifico dell’American Humane’s Humane Conservation Program, che svolge controlli sul benessere degli animali in zoo, acquari e altre strutture legate alla conservazione delle specie animali.
I miei studi sono stati citati numerose volte da sia dalle fazioni pro-circo che dalle fazioni anti-circo. Ad esempio, l’associazione anti-circo Animal Defenders International (ADI, l’associazione animalista che ha confezionato il film The Lion Ark presentato al Senato n.d.R.) ha pubblicato nel 2006 un rapporto intitolato: “Animals in Traveling Circuses: The Science of Suffering”.
ADI ha citato i miei studi almeno sei volte, che è circa sei volte più di quanto mi abbia mai citato chiunque altro. Senza ombra di dubbio l’ADI mi ha considerato come uno dei massimi esperti degli animali del circo, peccato che abbiano utilizzato i miei lavori per affermare il contrario di quanto io abbia scoperto.

Siccome i lavori del prof. Harris sono molto simili tra loro, focalizzerò la mia analisi su quello più recente, il lavoro del 2016: “The welfare of wild animals in traveling circuses”.
Appena ho iniziato a leggere la prima pagina del rapporto, “Background”, in me è scattata una campanella d’allarme.
Il primo e più grande studio sul benessere degli animali del circo mai fatto è stato commissionato dalla Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals nel 1990 e non è stato neppure preso in considerazione! (la RSPCA nel 2006 ha commissionato successivamente al gruppo di S. Harris A review of the welfare of wild animals in circuses – Stephen Harris, Graziella Iossa, & Carl D. Soulsbury n.d.R.)
Perché mai qualcuno nell’Unione Europea dovrebbe ignorare lo studio della dottoressa Marthe Kiley-Worthington condotto sui circhi e sugli zoo in Inghilterra “Animals in Circuses and Zoos (Little Eco-Farms Publishing, distributed by Aardvark Publishing, Essex,Inghilterra )?
La RSPCA al tempo aveva finanziato la dr. Kiley-Worthington per condurre questo studio della durata di due anni e lo ha fatto a causa delle posizioni animaliste della scienziata.
Ma poi, una volta che la Worthington giunse alle sue conclusioni, la RSPCA si accanì ferocemente contro di lei.
Le conclusioni a cui la scienziata è giunta sono le seguenti (pag. 220 delle conclusioni, in allegato una copia della copertina del suo libro):

Questo studio dimostra come il benessere degli animali nei circhi, giudicati su criteri fisici e psicologici, non è così inferiore rispetto a quello di altri sistemi di detenzione degli animali come gli zoo, le stalle, i canili… Per questo è irrazionale prendere una posizione contro i circhi basandosi sull’idea che gli animali soffrano per forza di cose, a meno che non si prenda la stessa posizione contro gli zoo, le stalle, le scuderie, i canili, gli animali da compagnia e tutti gli altri sistemi che concernono la custodia degli animali da parte dell’uomo.”

Non c’è dubbio che la RSPCA e altri gruppi animalisti con il tempo abbiano imparato a essere molto più selettivi quando cercano professionisti che stilino i loro rapporti.
Il problema di base però è il seguente: se uno scienziato non è d’accordo con le conclusioni di un’altra persona va bene, purché spieghi il motivo. Pretendere che un lavoro di questo genere non esista perché non supporta la propria opinione è antiscienza.”

Un altro fondamentale lavoro che è stato ignorato è stato il Radford Report. A mio avviso il Radford Report per la sua importanza avrebbe dovuto essere preso seriamente in discussione nel rapporto di Harris.
ll Department of Environment Food and Rural Affairs (Defra) aveva istituito un comitato di esperti per la relazione del Radford Report costituito da un gruppo equilibrato di sei accademici con l’incarico di “fornire e considerare le prove scientifiche relative alle esigenze legate al trasporto e alloggio delle specie non domestiche”. Sono stato membro di quel gruppo di esperti e ci siamo riuniti nel corso del 2007, proprio un anno dopo la review di Harris del 2006, la quale aveva scatenato un vivace dibattito sul divieto degli animali del circo nel Regno Unito ed ha portato proprio all’istituzione del panel di esperti. Il Report di cui sopra è stato un esame approfondito del benessere degli animali dei circhi sulla documentazione portata da entrambi gli esperti delle due fazioni (animalista e circense) e questo si differenzia dai lavori di Harris che sono stati redatti esclusivamente da autori impiegati nella propaganda contro i circhi.
Si noti che l’Autrice Heather Pickett, una dei responsabili dell’ultimo report di Harris, scrive addirittura nel suo profilo LinkedIn che i suoi principali clienti sono le associazioni animaliste e il suo lavoro è “raccogliere le principali prove scientifiche per costruire un caso convincente per un’efficace azione di propaganda, raccolte fondi e lobbying.” dice che il suo “lavoro è stato determinante per il raggiungimento dei cambiamenti politici in UK e nell’Unione europea e presso le grandi aziende ”

Nel Radford Report abbiamo concluso che non esistono prove scientifiche per giustificare un divieto degli animali del circo basandosi sulla valutazione del benessere animale.
Ancora una volta, Dorning, Harris e Pickett (2016) non vogliono accettare queste conclusioni. Sono dell’avviso che loro siano eticamente obbligati a giustificare il motivo per cui non accettino questi risultati. Ignorare completamente il Radford Report e concludere che “la letteratura scientifica…. è favorevole al divieto degli animali nei circhi “è semplicemente antiscientifico.
Ho anche dei dubbi sulla validità del questionario che Dorning, Harris e Pickett hanno presentato nella relazione del 2016. Al tempo avevo ricevuto diverse telefonate da persone che lavorano con gli elefanti, le quali avevano ricevuto il suddetto questionario. Ho anche avuto l’opportunità di parlare con diversi professionisti che lavorano negli zoo e addestratori che lavorano nei circhi subito dopo che lo hanno ricevuto. Tutti erano preoccupati riguardo l’obiettività del gruppo di Bristol e mi hanno detto che non avrebbero risposto alle domande. Dissi loro che anche io ero allarmato, tuttavia ho compilato il questionario. Sono preoccupato che, a causa della scarsa risposta da parte di professionisti che conoscevano già i bias del gruppo di Harris, la loro indagine sia risultata fortemente a favore della controparte animalista. C’è anche da dire anche che le domande dell’indagine sono state formulate in modo che le risposte vengano pilotate e non c’era modo in cui le persone intervistate potessero evitare di essere mal interpretati.

A mio avviso i “key welfare points” del Report, a partire da pagina 33, sono altamente tendenziosi e si limitano a ripetere il dogma animalista. Gli Autori ignorano il semplice fatto che la maggior parte degli animali da circo sono abituati allo stile di vita e ai viaggi circensi, esattamente come accade per i cani da lavoro o i cavalli da show. La sezione dedicata alla Mortalità e alle Malattie fornisce una sequela di rari problemi che possono verificarsi anche nei cani da compagnia e nei cavalli.
Essi trascurano il semplice fatto che i più longevi elefanti dell’America del Nord da decenni siano stati proprio gli elefanti di circo (basti controllare i libri genealogici). I frequenti viaggi luoghi differenti soddisfano appieno lo stile di vita nomade degli elefanti, fornendo molti più stimoli rispetto alla maggior parte dei giardini zoologici, inoltre il fatto di essere ben addestrati rende il training e le procedure veterinarie molto più semplici e sicure.

L’affermazione a pagina 42 è assurda: “Ogni potenziale contributo degli spettacoli viaggianti e degli zoo itineranti per le attività concernenti l’educazione e la conservazione ha più probabilità di essere marginale”.

Milioni di persone hanno potuto entrare in stretto contatto con tigri, elefanti e altri animali grazie al circo. Non tutte le persone abitano vicino a zoo di buona qualità. Tutti i circhi con cui io e i miei studenti abbiamo viaggiato hanno atteso i loro clienti, che hanno potuto vedere gli animali sia prima che dopo le esibizioni. Sì, è possibile cavalcare un elefante o un cammello, i bambini e gli adulti hanno potuto anche toccare quegli animali e sentire la magia. È difficile ottenere lo stesso interesse per la conservazione degli animali se li abbiamo visti solo in televisione. Questi autori hanno citato brevemente il successo che ha avuto il programma di riproduzione degli elefanti del Ringling Brothers Circus (Feld Entertainment). Per dirla tutta, il programma ha avuto molti più piccoli di elefante che qualsiasi altro zoo, perché i circhi Ringling producevano abbastanza profitti da permettersi di impiegare le il personale migliore e sostenere della ricerca all’avanguardia. Ho chiesto ai ricercatori del Ringling Bros, ai veterinari e ai formatori se sono stati mai stati limitati a causa dei finanziamenti, e tutti hanno risposto di no. Gli altri circhi, gli zoo e gli espositori privati ​​di elefanti si consultavano spesso con i veterinari dei circhi Ringling, che, da quel che so, li hanno sempre aiutati a titolo gratuito. Basti cercare su Google “ Dennis Schmitt”, Medico Veterinario, PhD, e si guardi cosa ha fatto per la International Elephant Foundation. So anche che Ringling (Feld Entertainment) ha avuto un ampio programma di formazione di professionisti che lavorano con elefanti in Sri Lanka (e probabilmente altre parti del mondo). Essi hanno addestrato mahouts in tutto il mondo sulle tecniche moderne di addestramento per cercare di sostituire i tradizionali metodi inumani. Non c’è dubbio che i circhi abbiano fatto molto di più per la conservazione delle specie animali minacciate rispetto al gruppo di Harris. Purtroppo la maggior parte del pubblico americano è stato condizionato dalla propaganda animalista senza porsi alcun dubbio per cui non esiste più il Circo dei Ringling Brothers.

Di seguito sono riportati alcuni esempi specifici dell’uso strumentale che Dorning, Harris e Pickett (2016) hanno fatto dei miei studi per costruire avallare le loro tesi:

Pagina 79. Colonna in basso a sinistra. Gli autori riconoscono che gli animali in cattività mostrano dei comportamenti anticipatori prima di nutrirsi, prima del training o prima di uscire all’aperto “perché questi sono eventi rari positivi” e citano alcuni dei miei articoli a sostegno di tale affermazione. Ma questi eventi positivi non sono certamente “rari” (termine loro) per gli animali del circo. Gli animali del circo vengono nutriti varie volte durante l’arco della giornata (mentre i grandi felini una volta al giorno), abbeverati più volte al giorno, le sessioni di allenamento quotidiano sono comuni e hanno accesso quotidiano allo spazio esterno [1,2,3,4,9,10,11].

Ma questi autori hanno anche abbandonato gli stimoli aggiuntivi provenienti da spettacoli, foto, incontri e saluti. Nel tentativo di negare il positivo, hanno poi usato una “nota” pubblicata sulle volpi che hanno imparato ad anticipare un evento avverso.

Pagina 80. Colonna in mezzo a sinistra. Gli Autori citano alcuni dei miei studi sul comportamento stereotipato nelle nelle tigri e, per sostenere la loro posizione infondata, citano un esperimento condotto su animali di allevamento per sostenere che gli animali che manifestano un comportamento stereotipato per più del 10% dell’arco della giornata hanno “compromesso in modo inaccettabile il benessere” (Broom, D.M. (1983) Stereotypies as animal welfare indicators. In: Smidt, D. (ed.) Indicators relevant to farm animal welfare. The Netherlands: Springer). Questo è assurdo perché la maggior parte delle stereotipie negli animali del circo sono semplicemente comportamenti anticipatori al cibo[1], acqua[1], performance [1,9,10] e trasporto [6,7].

Pagina 85. Colonna in basso a destra. Gli autori ammettono malvolentieri che i frequenti cambi degli animali del circo possano valere come arricchimento ambientale per alcune specie e ovviamente questo è vero. Tuttavia negano ogni possibile vantaggio citando studi condotti su ratti, dove una pulizia regolare delle gabbie “è stata associata ad un aumento del cannibalismo e a una riduzione della maneggevolezza”. (Burn,C.C.& Mason, G.J. (2008) Effect of cage cleaning frequency on laboratory rat reproduction, cannibalism, and welfare. Applied Animal Behaviour Sci., 114:235) Questo può essere vero per i ratti da laboratorio in cui le scie olfattive sono estremamente importanti, ma per gli animali da circo? Se gli animali fossero meno docili ogni volta che il circo ha cambiato location, cosa accadrebbe alle performance? Per caso esistono fenomeni di cannibalismo negli animali del circo?

Pagina 123. In mezzo a destra. Qui gli autori menzionano una trial che il sottoscritto ha condotto su una mandria di elefanti deliberatamente esclusa da uno spettacolo. Ho anche mostrato i video di questo trial in un meeting internazionale della Society for Applied Ethology. In tutte le conferenze e in tutti i documenti scritti, sostengo in modo chiaro che questi elefanti sono stati tenuti in singole mandrie “matriarcali”, costituite da una femmina anziana e da due a quattro femmine più giovani. I keeper sapevano che la mescolanza degli elementi di questi gruppi avrebbe potuto comportare problemi sociali, proprio come avviene in natura, per cui questi elefanti hanno fatto delle passeggiate, sono andati a fare il bagno e sono state trasportati in gruppi separati. In questi video le mandrie degli elefanti hanno anche eseguito le performance nella propria pista. Questo circo aveva una tenda con cinque piste, quindi c’erano cinque gruppi matriarcali. Gli Autori affermano che il fatto che questi elefanti eseguano atti della loro performance quando lasciati fuori dallo spettacolo “potrebbe essere legato all’ansia dovuta alla separazione sociale”. Ovviamente è una sciocchezza.
Inoltre, se si trattasse di “ansia dovuto alla separazione sociale”, perché questi elefanti erano in grado di eseguire atti del loro spettacolo a tempo di musica senza i trainer presenti? [2]

Pagina 124. Sezione intitolata “Riproduzione”. Questa sezione si occupa principalmente di elefanti, ovviamente, poiché le tigri del circo e altre specie si riproducono molto facilmente e quindi c’è una sovrabbondanza di questi animali. Se i rapporti Harris fossero imparziali, perché per la riproduzione ha parlato unicamente degli elefanti e non per esempio delle tigri o di altre specie animali?
Lasciatemi offrire ulteriori chiarimenti su alcune delle dichiarazioni fatte da Harris relative all’accoppiamento degli elefanti.
Nel lavoro del 2016 egli accusa i circhi di collaborare poco con gli zoo per quanto riguarda l’impegno di fare riprodurre gli elefanti. Personalmente posso dire di avere avuto un’esperienza diretta sulla collaborazione tra zoo e circhi quando alcuni dei nostri fisiologi riproduttivi hanno lavorato con il Circo Carson & Barnes venti anni fa.

Quel circo è stato molto orgoglioso del proprio programma di riproduzione, il quale comprendeva anche la raccolta di campioni ematici che venivano spediti allo zoo principale degli Stati Uniti (in Oregon) come parte di un programma comune di riproduzione. Il sangue veniva analizzato in modo da poter valutare i cicli di estrali, il gruppo è stato molto all’avanguardia nello sviluppo di un sistema di ‘inseminazione artificiale negli elefanti, utilizzando lo sperma spedito dallo zoo. loro elefanti sono stati addestrati per sollevare un piede per il campionamento di sangue utilizzando il rinforzo positivo (di solito un panino). Solo un anno o due dopo lo zoo ha concluso il programma, quindi ho chiamato il direttore dello zoo per capire il motivo. Egli mi ha spiegato che gli animalisti avevano parlato della collaborazione tra zoo e circhi e che stavano contrastando le raccolte fondi in sostegno dello zoo. Si era molto scusato per aver fermare il programma perché il circo aveva molti più elefanti dello zoo, ma non aveva altra scelta.

Molti direttori degli zoo mi hanno detto che preferiscono gli elefanti del circo, perchè sono equilibrati, addestrati e in forma fisica migliore rispetto agli elefanti degli zoo. Il consenso generale è che la formazione e la forma fisica degli elefanti del circo aumenti i tassi di fertilità, purtroppo i circhi non viaggiano solitamente con maschi interi per ragioni di sicurezza, inoltre non si poteva riprodurre gli elefanti durante il viaggio per massimizzare concepimenti.

Recentemente alcuni circhi e proprietari indipendenti si sono arresi con l’allevamento degli elefanti a causa delle pressioni esercitate dagli animalisti. È comico che i circhi e i proprietari privati ​​siano stati criticati per avere ridotto i loro programmi di accoppiamento quando sono stati costretti a chiudere l’attività a causa delle pressioni esercitate da report di parte come quelli di Harris.

Pagina 133. Effetti della prestazione. Questa sezione è semplicemente contraria alle comuni conoscenze mediche. Certamente gli animali del circo dovrebbero eseguire movimenti fisicamente impegnativi, ma non c’è nulla di male. L’esercizio è importante e fa bene. Quale medico non incoraggia i pazienti anziani ad esercitarsi usando l’espressione “ use it or lose it?”
L’attività fisica è importante o no anche per la salute dei nostri cani e dei nostri cavalli? Ovviamente nulla esclude che gli elefanti potrebbero raramente tornare indietro e le lesioni del circo quando l’allenatore è negligente e non prende il problema, ma i cavalli possono avere lesioni minori simili. Gli autori sono molto critici per quanto riguarda la posizione eretta sulle zampe posteriore negli elefanti, descrivendola come “ movimento innaturale”. Potete vedere la foto allegata in fondo all’articolo di un elefante selvaggio che si erge in piedi sugli arti posteriori, è un comportamento comune in natura.
[se non fosse un movimento naturale, la copula non potrebbe avvenire n.d.R.]

Pagina 135. In alto a sinistra. Certamente molti elefanti degli zoo pesano più del normale, ma i gestori dello zoo non è che hanno scelta. Se i loro elefanti non sono ben nutriti, vengono criticati dagli attivisti ignoranti. Nonostante questo lo studio presentato dagli autori c’entra poco perchè gli elefanti dei circhi in sovrappeso sono rarissimi (essendo atleti), proprio come i giocatori di calcio (calcio) oi cavalli da prestazione.

Pagina 139 In basso a destra. Questa è una grave manipolazione di uno dei miei studi[7]. Nei nostri studi abbiamo concluso che gli elefanti manifestano meno stress durante il viaggio perché consideravano i mezzi di trasporto autorizzati come “casa”. Ciò che gli autori mi hanno attribuito (che non ho scritto) invece è stato “dal momento che gli animali del circo spesso trascorrono gran parte del loro tempo in mezzi di trasporto autorizzati anche quando non viaggiano” Purtroppo, questa è solo una delle tante false dichiarazioni attribuite ai miei studi.

Pagina 140. Trasporto. Gli autori hanno fatto un lavoro molto abile nel raccogliere stralci dei miei studi per cercare di dimostrare le loro tesi. Nei nostri studi noi ci siamo limitati a discutere i dati, evitando di fare affermazioni importanti. Tutto quello che abbiamo visto e documentato è che gli elefanti [7] e gli tigri [6,8] prima di trasferirsi manifestano un aumento delle stereotipie. Harris et al. sostengono che la manifestazione di stereotipie sia per forza di cose legate allo stress [1,2,7] in realtà esiste una corposa letteratura scientifica che spiega come questi comportamenti possano avvenire anche in situazioni positive per il benessere animale (n.d.R. prima di mangiare, prima del gioco).

Pagina 141. In basso a sinistra. Sono molto deluso che gli Autori non hanno spiegato che l’elefante asiatico che mostrava un aumento delle stereotipie del 400% e problemi legati al sonno era stato trasferito per scopi di allevamento (Laws, N., Ganswindt, A., Heistermann, M., Harris, M., Harris, S. & Sherwin, C. (2007) A cast study: fecal corticosteroid and behavior as indicators of welfare during relocation of an Asian elephant. J Appl. Animal Welfare Sci 10, 349.) Un enorme aumento delle stereotipie e dei disturbi del sonno si sono verificati quando all’elefante Chang è stato prima consentito il contatto con le quattro femmine durante il giorno, e poi veniva separato dalle femmine durante la notte. Non riesco a capire perché gli autori abbiano attribuito le stereotipie comportamentali e i disturbi del sonno al viaggio che è avvenuto molti giorni prima, piuttosto che non all’eccitazione di essere messi in contatto con le femmine durante il giorno e la frustrazione di essere allontanato dalle femmine ogni notte.

Per concludere vorrei renderVi rendo edotti che il Galles ha annunciato all’inizio del 2017 che non vieterà gli animali nei circhi, anche se è stato proprio il Governo che ha commissionato e finanziato il Report di Harris del 2016, penso perchè il lavoro era parziale, siccome il miei lavori sono stati utilizzati vietare gli animali nei circhi. Ormai sono abituato al fatto che gli animalisti dipingano spesso un quadro molto distorto sulle svariate questioni riguardanti gli animali, spesso utilizzando il materiale fornito dalla propaganda di altri gruppi animalisti per sostenere le proprie idee.
Sono tuttavia estremamente deluso per la mancanza di verifica delle fonti e della totale assenza di fact checking da parte dei professionisti che consigliano i Governi, i deputati e i senatori nelle materie che concernono il benessere degli animali. Forse quei professionisti hanno accettato i dogmi animalisti senza porsi dei dubbi e sono stati vittime della propaganda.
Io e i miei numerosi studenti abbiamo potuto confermare che lo studio condotto da Kiley-Worthington, finanziato dalla RSPCA nel 1990, aveva ragione, lo cito di nuovo. ”

“Questo studio dimostra come il benessere degli animali nei circhi inglesi, giudicati su criteri fisici e psicologici, non è così inferiore rispetto a quello di altri sistemi di detenzione degli animali come gli zoo, le stalle, i canili… Per questo è irrazionale prendere una posizione contro i circhi basandosi sull’idea che gli animali soffrano per forza di cose, a meno che non si prenda la stessa posizione contro gli zoo, le stalle, le scuderie, i canili, gli animali da compagnia e tutti gli altri sistemi che concernono la custodia degli animali da parte dell’uomo.”

Spero sinceramente che il popolo italiano sia più razionale e informato per quanto riguarda il processo decisionale e sia in grado di resistere alla pressione esercitata dalle advocacy animaliste, molto più di quanto non sia accaduto in America.

Cordiali saluti

Dr. Ted Friend, Ph.D., PAS, Dpl. ACAABS
Animal Welfare Scientist
Department of Animal Science
Texas A&M University

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